venerdì 3 luglio 2009

In Piazza del Popolo la bulimia dei gazebo

[di Renato Nicolini, da la Repubblica, 30.6.2009]

Non sono andato a Piazza del Popolo per la festa ACEA, ma le foto che ho visto mi sembrano sufficienti per parlare almeno di cattivo gusto. Ignoravo vi fossero stati prima, nel solo mese di giugno, i “Mediaset days” del digitale terrestre e le selezioni del Grande Fratello. Non sarà il MinCulPop (ripudiato dall’assessore Croppi senza capire la provocazione di Pettarin che lo invitava “a fare qualcosa” anche se quel qualcosa fosse di destra), ma certo c’è un orientamento prevalente, che non si concilia con la caratteristica fondamentale dello spazio pubblico, non essere cosa privata. “La casa era nu poco tutta la città”, scriveva bene Eduardo De Filippo. La cosa peggiore è che questa resa non ha nemmeno bisogno dell’assessorato di piazza Campitelli per manifestarsi. E’ una tendenza che appare spontanea ed inarrestabile. Che i decibel tendano a superare i limiti previsti dalla legge, posso testimoniarlo da un’altra parte di Roma, quella in cui vivo. Nella zona di Porta Portese i disagi per i residenti vanno ben oltre il mercato domenicale.

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martedì 30 giugno 2009

Mi arrivano segnali

[di Francesco Pettarin, fondatore di Massenzio Cinema]

Mi arrivano segnali.
Per le strade di Roma i manifesti annunciano che il 21 giugno torna l’Estate Romana.
Un sms mi annuncia che Alex Voglino, direttore del dipartimento delle politiche culturali del comune di Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’ Estate Romana, lamenta la mancanza di Massenzio.
Andrea Garibaldi sul Corriere della Sera in un articolo in cui, dopo aver riconosciuto la ricchezza delle proposte della nuova edizione dell’Estate Romana, solleva un timido “tuttavia” rispetto alla mancanza di originalità della proposta.
Sempre nello stesso articolo Andrea Garibaldi mi cita, o meglio cita quello che il Secolo D’Italia di circa un anno fa ha riportato di quanto detto da me che, alla richiesta dell’ Assessore alle politiche culturali del comune di Roma Umberto Croppi rivolta ad intellettuali e operatori del settore di contribuire con suggerimenti al rinnovamento dell’intervento del Comune nella cultura, rispondevo, in tono provocatorio, che mi sarebbe piaciuto confrontarmi con una proposta di segno forte che indirizzasse in qualche modo la riflessione, il che nella semplificazione giornalistica è diventato un “fai qualcosa di destra”.

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giovedì 25 giugno 2009

La condanna dell'Estate Romana. Corsera vs Croppi

[di Massimo Iacobelli]

Annunciati dagli “strilli” dei giornali, tornano anche quest’anno gli eventi dell’Estate Romana, un palinsesto di attività culturali, alcune delle quali diventate appuntamenti fissi per turisti e autoctoni.
Nata 32 anni or sono, l’Estate Romana portò la Capitale ai livelli delle altre città europee per quanto riguarda la ricchezza della proposta culturale e d’intrattenimento.
Cosa c’è di nuovo in questa edizione?
Prendendo in esame le graduatorie dei vincitori del bando di finanziamento comunale per gli spettacoli e i festival, sembrerebbe nulla.
Programmazioni differenti per i contenitori di sempre: dalla proiezione di dvd sulla terrazza del Belvedere all’Isola del cinema, dal Cineporto al Gay Village, e poi i comici in piazza, il teatro sotto la quercia del Tasso, etc.
A rivedere il calendario di qualche anno fa, ai tempi di Veltroni o di Rutelli, troveremmo poche sparute differenze.
A conti fatti, l’Estate Romana, contro la quale si è scagliato il centrodestra nel pieno dell’ultima corsa elettorale per la guida del Campidoglio, non è stravolta né rinnovata dalla nuova amministrazione guidata da Alemanno, e resta per molti una condanna dalla quale sembra difficile liberarsi.

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mercoledì 18 febbraio 2009

Eluana Englaro, un libro e una legge

La notizia sprofonda nelle pagine interne dei quotidiani e sparisce dalla tv, mentre il silenzio che avrebbe dovuto accompagnare la tragedia di una donna e della sua famiglia cala proprio quando sarebbe auspicabile una comune riflessione sulla proposta di legge in discussione in Parlamento.
Spento il clamore scatenato irresponsabilmente intorno agli ultimi giorni di Eluana Englaro, dissolto il "caso" sul quale per settimane si sono accaniti commentatori e politici non sempre animati dalle migliori intenzioni (non sono tutti uguali: nei toni strillati, nei termini oltraggiosi, nelle analogie improprie e intenzionalmente ingannevoli, dovremo tenere memoria dello scempio di parole che è stato ancora una volta consumato sul corpo di una donna), ora possiamo provare a rileggere la storia di Eluana per comprendere cosa può insegnarci.

Alcuni interventi e commenti utili a farsi un'idea:

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lunedì 24 novembre 2008

La Classe. Una analisi per avvicinamenti progressivi.



Film di gran classe, La Classe, che ha vinto l’ultimo Festival di Cannes. Tanto da spingermi ad aggiungere ai tanti un mio argomentato elogio.

Dentro le mura di una terza media (Entre les murs è infatti il titolo originario del film) della banlieu parigina più meticcia e incasinata, veniamo chiamati ad assistere alla messa in scena di una bellissima sfida la cui natura a me viene da sintetizzare così: come trasmettere conoscenza e saperi a un gruppo di ragazze e ragazzi tra i tredici e i quindici anni che vivono in un quartiere periferico della Capitale francese, e ospita al suo interno rappresentanti dei Paesi una volta appartenuti all’Impero: dal Mali all’Algeria, dal Marocco alle Antille, con l’aggiunta di due ragazzi cinesi da poco immigrati? Sono adolescenti e quindi già di loro alle prese con trasformazioni, tempeste ormonali, ricerca di identità. E vivono in un mondo già di suo alle prese con il travaglio di una trasformazione vorticosa. Sono infatti portatori di abitudini, linguaggi, sensibilità e modelli culturali fortemente differenziati. E si ritrovano inseriti giorno dopo giorno per nove mesi in uno stanzone sommariamente arredato, dentro un edificio pomposamente chiamato scuola. Cosa li tiene insieme senza che prevalgano le spinte distruttive di un latente – ma neanche tanto - conflitto anarcoide, o si ritirino indifferenti nel loro guscio ad ascoltare musica aspettando con ansia il suono della campanella? Cosa li può far uscire da quel guscio, porre attenzione vera a ciò che li circonda, rendersi disponibili per tentare un percorso di crescita intellettuale e morale comune?

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lunedì 10 novembre 2008

Libera competizione

Chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza degli attuali meccanismi di reclutamento nell'università italiana non si lasci sfuggire questo post dal blog di Piero Vereni:
http://pierovereni.blogspot.com/2008/11/mercato-delle-vacche.html
Una seconda puntata qui:
http://pierovereni.blogspot.com/2008/11/come-scegliere-i-commissari.html
Grazie a Piero per la consueta, ancorché amara, chiarezza.

domenica 9 novembre 2008

Onde Tamare



Mi è in questi giorni capitato di seguire un pezzo di Uno Mattina, trasmissione della prima rete televisiva Rai. Intervistata dai due conduttori la scrittrice Susanna Tamaro; il tema, la scuola e il movimento dell’Onda contro la Gelmini e la sua riforma. Sono rimasto ad ascoltare sconcertato anche dal fatto che la Tamaro esponesse le sue argomentazioni del tutto priva di contraddittorio, assecondata anzi dai due compari ossequiosi e cinguettanti. Il suo intervento, durato complessivamente una buona mezz’ora, è così riassumibile.
1. Gli studenti protestano perché poco informati e manipolati da adulti in mala fede.
2. Il decreto va nella direzione giusta. Nella scuola ci sono troppi sprechi, i tagli sono assolutamente necessari.

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lunedì 27 ottobre 2008

Notizie e link dall'Onda

Qui di seguito trovate una selezione di alcuni dei siti o blog che stanno informando sulle iniziative nelle scuole e nelle università per evitare l'approvazione della legge 133/2008: molti di essi contengono liste aggiornate degli spazi on-line dedicati alla protesta. L'ultimo link rinvia al testo integrale della legge.


http://www.uniriot.org

http://mir.it/servizi/ilmanifesto/scuola2/

http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/21/petizioni-blog-e-forum-contro-la-legge-133/

http://maestrounico.blogspot.com/

http://precaridellaricerca.wordpress.com/

http://universitadasalvare.blogspot.com/

facebook

il testo della legge 133/08

domenica 26 ottobre 2008

Insieme a quelli che dicono: "non reprimete il nostro futuro"

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private.

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martedì 14 ottobre 2008

Post memoria

[di Massimo Ilardi]

Questo rinnovato conflitto esploso dentro le istituzioni tra fascismo e antifascismo non é entusiasmante. Anzi, deprime come ogni forma di conformismo. E’ una battaglia di retroguardia che si muove nel folto dei tempi lontani incapace di rispondere alle dure repliche del presente. La crisi culturale e politica della nostra classe dirigente trova qui, nell’asservimento a un tempo lineare e continuo, la manifestazione più eclatante della sua gravità e della sua visibilità. Lo stesso pensiero critico di sinistra che in altre occasioni ha dato prove di lucidità e creatività, messo di fronte a una questione sepolta ormai da quasi settant’anni, non può fare di meglio che perdersi in una pletora di luoghi comuni e dentro posizioni lontane da qualsiasi riscontro con una realtà sociale a dir poco ‘marziana’ rispetto a quei luoghi storici che si vogliono disseppellire. D’altra parte, quando torna a imperversare lo Spirito della storia come presenza eterna che vuole racchiudere in sé passato e avvenire incombe sempre minaccioso il rischio dell’accumulo di eventi ritenuti sacri, in quanto incarnano quello Spirito stesso, ma che di fatto non hanno più alcun significato per la vita di uomini e donne.

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Meltemi Editore 2009